Antiche Ricette

Un sogno che
cuciniamo da anni

Nel corso degli anni abbiamo selezionato produttori affidabili, scoperto piccole chicche, riproposto ricette ormai introvabili ma che erano abituali nelle cucine delle nostre nonne.
Tutto questo per preservare un patrimonio di cultura che rappresenta
la nostra vera ricchezza.

Orari di apertura

Mar: 12.30 -15.30 / 19.30 - 23.30
Gio - Dom: 12.30 -15.30 / 19.30 - 23.30
Mercoledì Chiuso

ALCUNE NOSTRE CURIOSITÀ
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Giudaico Romanesca

CUCINA TIPICA

Non solo carciofi alla giudia ma anche fiori di zucca farciti e fritti, le frattaglie, i filetti di baccala’ e tante altre ricette. L’anno di svolta e’ il 1492 con l’espulsione degli Ebrei dalla Spagna che numerosi si rifugiarono nella piu’ tollerante Roma papalina.
Da qui la nascita di una cucina, fusione di stili e influenze culinarie derivanti non solo dalla religione ma anche dalle differenti provenienze geografiche dei membri di questa comunita’. La comunità ebraica a Roma ha radici antiche, risalenti addirittura al II secolo a.C. e per questa sua antichità la gastronomia giudaico-romana si contraddistingue per un’anima “conservatrice”, memoria storica dei sapori della città eterna.

ANTICHE RICETTE
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Nei locali di una vecchia stazione di posta per i pellegrini della basilica
di S.S. Quattro, l’unica osteria che propone ancora ricette autentiche
e dimenticate della cucina romana

L’Osteria il Bocconcino nasce su un’ idea semplice ma del tutto rivoluzionaria rispetto alla moda imperante nella capitale. Riproporre la cucina di casa del territorio romano e laziale. Ma non basta. Il territorio è solo uno dei tre pilastri del Bocconcino. Poi ci sono materie prime e stagionalità.
Materie prime eccellenti e piatti che seguono la stagione. Nel corso degli anni abbiamo selezionato produttori affidabili, scoperto piccole chicche, riportato in vita ricette storiche ormai introvabili ma che erano abituali nelle

cucine delle nostre Nonne. Siamo gli unici che hanno il coraggio di dire che il kilometro zero è una presa in giro soprattutto in una grande aerea urbana. Il nostro personale e unico concetto di cucina si ispira a quello che abbiamo chiamato “il kilometro buono” .
Noi privilegiamo sempre il prodotto migliore rispetto a quello più vicino che non necessariamente è un’eccellenza. Quando il kilometro zero e il kilometro buono coincidono allora abbiamo il“kilometro perfetto” cioè un piatto dove storia, cultura,

eccellenza della materia prima e freschezza coincidono. A questo aspiriamo e per questo lavoriamo tutti i giorni. Magari potessimo ancora fare la misticanza con le erbette spontanee di stagione, il ramolaccio o la pimpinella, raccolte in mezzo alle rovine dei Fori Romani.

IL MENÙ CALENDARIO
DELLE VECCHIE TRATTORIE
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Le vecchie Osterie e Trattorie di Roma e dintorni non avevano il menu. Perché? Perché non serviva! I clienti sapevano perfettamente cosa era servito a seconda del giorno della settimana. L’usanza imperante era infatti di proporre piatti diversi a seconda del giorno della settimana. Nasceva così il famoso “Menù Calendario” e ovviamente la proposta corrispondeva a quello che il mercato offriva in quel giorno. Ecco perché il martedì e il venerdì, tradizionalmente giorni di arrivo del pesce fresco dalle coste laziali, erano dedicati a piatti di pesce. Il giovedì si preparavano gli gnocchi e venerdì tutte le drogherie di Roma avevano in offerta il baccalà e i ceci già “ammollati”. Massaie e cuochi cucinavano gli stessi piatti negli stessi giorni canonici e i clienti si aspettavano di trovare all’Osteria esattamente gli stessi sapori che gustavano a casa.

QUI VI PROPONIAMO UNA NOSTRA RICETTA!
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Bucatini con ragù di Amatrice o all’ “Amatriciana”

Dosi per 4 persone

Ingredienti:
- Pasta formato Bucatini 320 gr
- Guanciale di Amatrice 150 gr
- Passata di pomodori pelati 600 gr
- Pepe di macina
- Pecorino romano DOP q.b.
- Un bicchiere di vino bianco secco

Tagliare il guanciale prima a fette poi a listarelle avendo cura di eliminare la cotenna e farlo andare a fuoco basso in maniera che si rosoli un pochino senza aggiungere olio ma usando il grasso del guanciale stesso. Quando sono croccanti sfumare con il vino bianco alzando il fuoco e togliere le listarelle di guanciale dalla padella e tenerle da parte. Aggiungere ora la passata di pomodoro nella padella contenente il grasso di cottura del guanciale e portare a cottura aggiungendo volendo un pezzetto di peperoncino. Regolare di sale ma senza eccedere a causa della successiva aggiunta del pecorino, di per sè già sapido. Quando il pomodoro è cotto aggiungere di nuovo i pezzetti di guanciale. A parte scolare i bucatini bene al dente e saltarli nella padella con la salsa di pomodoro e guanciale aggiungendo se serve per mantecare un paio di cucchiai di acqua di cottura ricca di amido. Servire con una macinata di pepe fresco e una spolverata abbondante di pecorino romano.

Buon Appetito

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La nostra storia

Osteria Il Bocconcino nasce dieci anni fa sull’idea di proporre una cucina basata su tre pilastri: territorio, qualità delle materie prime, stagionalità. Il tutto proposto al miglior prezzo possibile. Nel corso degli anni abbiamo selezionato produttori affidabili, scoperto piccole chicche, riproposto ricette ormai introvabili ma che erano abituali nelle cucine delle nostre nonne. Tutto questo per preservare un patrimonio di cultura che rappresenta la nostra vera ricchezza.

Siamo partiti dall’ormai famoso kilometro zero (sempre più difficile in una grande area urbana come Roma) per elaborare alla fine il nostro personale concetto di territorio e di cucina. Oggi il Bocconcino si ispira a quello che abbiamo voluto chiamare il “Kilometro Buono” perché con le moderne tecniche di trasporto e conservazione su alcuni piatti preferiamo il prodotto migliore invece di quello più vicino che spesso non è necessariamente una eccellenza. Quando il kilometro zero e il kilometro buono coincidono allora nasce il “kilometro perfetto” cioè un piatto dove storia cultura, eccellenza della materia prima, freschezza e immediatezza di sapore coincidono.

A questo aspiriamo e per questo lavoriamo tutti i giorni. Magari potessimo fare ancora la misticanza romana con le erbette di stagione appena raccolte in mezzo alle rovine dei Fori Romani.